La lettera della Fondazione Montanelli Bassi ai sindaci di Milano e di Fucecchio

In relazione alle parole e agli atti rivolti contro Indro Montanelli e alla sua memoria, la Fondazione
Montanelli Bassi ha scritto una lettera ai sindaci di Milano e di Fucecchio, le due città amate dal grande
giornalista. Eccone alcuni passi.
Le testimonianze lasciate da Montanelli e il contesto storico in cui quei fatti avvennero dimostrano che non
ci fu alcuna violenza né tanto meno ci furono atteggiamenti razzisti da parte di Indro, che accettò quel
‘matrimonio’ proposto dalla popolazione locale e celebrato pubblicamente secondo gli usi e i costumi
abissini. Razzista fu, semmai, il provvedimento fascista che di lì a poco proibì i matrimoni misti in nome
della superiorità della razza bianca.
Riteniamo che anche il solo ipotizzare la rimozione di Indro sarebbe un’offesa alla memoria del più
popolare e apprezzato giornalista italiano del Novecento oltre a rappresentare un insulto alla città di
Milano che nel giornalista ha sempre riconosciuto un proprio cittadino di cui essere orgogliosa.
Non è la prima volta che, con una visione distorta della storia e alla luce di un singolo avvenimento, si
accusa un uomo che attraverso decine di libri e decine di migliaia di articoli, ha speso una lunga esistenza a
raccontare vicende, costumi, personaggi dell’Italia e del mondo divenendo un modello di scrittura
giornalistica universalmente riconosciuto. Un uomo che con i suoi scritti è stato il testimone del ventesimo
secolo e si è battuto sempre per la libertà e l’indipendenza della propria professione è ora preso a bersaglio
per una vicenda della sua giovinezza, deformata e strumentalizzata ingiustamente.

Alberto Malvolti

Presidente della Fondazione Montanelli Bassi