Anna Poerio ha dedicato un’opera artistica all’Italia, flagellata in questi giorni dall’orribile pandemia. Prendendo spunto dal Dantedì, celebrato in tutta Italia il 25 marzo, l’artista ha intitolato la sua opera “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, in segno di augurio per un nuovo cammino di luce e di speranza dopo questa difficile fase che stanno vivendo tutti gli italiani.
L’immagine di una giovane donna, dallo sguardo mesto e nello stesso tempo austero, seduta al centro della scena con la corona turrita e una stella sul capo, personifica l’Italia ai cui lati, in alto nel cielo, troneggiano i ritratti di Dante Alighieri e di Leonardo da Vinci, sommi rappresentanti del genio italiano. Le frecce tricolori si proiettano nel cielo come simbolo di unità nazionale. A destra e a sinistra emergono dallo sfondo le due città emblema della storia e della cultura italiana: Roma e Firenze. Le dolorose vicende di questi giorni vengono riecheggiate dal miracoloso crocifisso ligneo del Seicento (che è stato esposto a Piazza San Pietro in occasione della benedizione al mondo da parte del Papa) e dalla triste fila di camion dell’Esercito italiano che trasportano le bare delle vittime del coronavirus. A tutto ciò si uniscono i versi dei maggiori poeti italiani dedicati alla nostra cara Patria che ricordano la sua grandezza: Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Goffredo Mameli, Giacomo Leopardi, Alessandro Poerio e Giuseppe Ungaretti:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Quell’anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon della sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l’un l’altro si rode
di quei ch’un muro e una fossa serra.

Dante Alighieri

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali
spera ’l Tevero et l’Arno,
e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.
Rettor del cielo, io cheggio
che la pietà che Ti condusse in terra
Ti volga al Tuo dilecto almo paese
.
Francesco Petrarca

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta;
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Goffredo Mameli

O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi.

Giacomo Leopardi

O Italia, nessuno
Stranier tu fu pio;
Errare dall’uno
Nell’altro servaggio
T’incresca per Dio!
Fiorente – possente
D’un solo linguaggio.
Alfine in te stessa,
O patria vagante,
Eleggi tornar,
Ti leva gigante,
T’accampa inaccessa
Su’ monti e sul mar.

Alessandro Poerio

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia

E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di mio padre.

Giuseppe Ungaretti

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”
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Un pensiero su ““E quindi uscimmo a riveder le stelle”

  • 4 Aprile 2020 alle 0:33
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    Sublime questo connubio fra arte e letteratura : al centro la nostra cara Patria, con i suoi simboli, cantata dai versi immortali dei nostri poeti ,flagellata oggi da crudele morbo,simile o forse peggiore della peste, di manzoniana memoria, che colpì in particolar modo la Lombardia nel 1630.

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